Oratorio e Cresime al tempo della Quarantena

Anche i nostri gruppi di Cresima e dell’Oratorio hanno continuato la loro vita in questo periodo, ora ci raccontano come!

Oratorio

I Fascia
I nostri ragazzi di prima fascia dell’oratorio quest’anno avrebbero dovuto vivere incontri per parlare di loro stessi: composti di corpo, anima e spirito. La quarantena ci ha sorpresi nel periodo in cui affrontavamo il tema dell’anima, composta anche dalle  loro emozioni. Su questa scia abbiamo impostato la relazione con loro in queste settimane a distanza: abbiamo voluto mantenere un contatto quotidiano, con un buongiorno giornaliero e con la condivisione di canzoni che costuissero la loro playlist: specchio delle emozioni che vivevano. Manteniamo l’appuntamento fisso del martedí per “vederci” e continuare a sviluppare i nostri incontri; la domenica invitiamo loro al vivere insieme la messa e proviamo a proporre loro brani del vangelo e riflessioni. Mentre  non è semplice per loro vivere la messa o momenti di preghiera fisicamente lontani dalla loro comunità, faticando a seguirli da dietro uno schermo, ci sanno stupire quotidianamente con messaggi, foto e canzoni con cui fanno sentire la loro voce.  È un momento complicato per tutti, per dei ragazzi che si affacciano all’adolescenza la mancanza di contatto e presenza fisica, pesa tanto, ma sanno mantenere viva la loro energia e la loro curiosità. Speriamo di saper abbracciare sempre al meglio i loro bisogni.

II Fascia
Con i ragazzi di II fascia abbiamo provato a proseguire il percorso intrapreso prima della quarantena e centrato sul tema dell’amore, nelle tre forme di eros, philia e agape. Non é facile parlare di amore attraverso gli schermi di pc e smartphone e condividere le nostre riflessioni con un gruppo di adolescenti che proprio per la loro età hanno bisogno di poter vivere la dimensione dell’amore nella fisicità delle loro relazioni e degli incontri settimanali. Così abbiamo pensato di attingere direttamente alla fonte dell’amore raccontato nel vecchio e nuovo testamento, proponendo ai ragazzi un percorso sulle tappe dell’amore attraverso episodi nella Bibbia, testimonianza di un amore autentico, capace di abbattere qualsiasi distanza e di spalancare le porte di ogni cenacolo che stiamo vivendo in questo tempo. Non sempre i ragazzi sono disposti a “connettersi” e rispondere alle nostre chiamate a vivere un incontro “virtuale”, ma stiamo facendo un’esperienza diretta di quello che ci ha insegnato Gesù, di un amore che va a cercare, che non si stanca e continua a inventarsi nuovi modi per restare accanto a chi si ama, trasformando la distanza in una nuova forma di prossimità, dove l’eros e la philia mantengono accese le loro fiammelle grazie al desiderio di restare uniti e lasciano spazio alla bellezza dell’agape.

III Fascia
Per i ragazzi di terza fascia questo è l’ultimo anno di Oratorio, che coincide con la professione di fede. In una situazione come quella che stiamo vivendo, sono ovviamente dispiaciuti per come si stia concludendo quest’ultima parte del loro percorso. Tuttavia, essendo ormai molto cresciuti in questi anni, hanno acquisito una maturità tale da comprendere la gravità del momento, ma senza lasciarsi scoraggiare. Anche noi abbiamo da un po’ intrapreso la strada degli incontri online, sempre di martedì pomeriggio; incontri ai quali i ragazzi hanno finora partecipato con costanza e impegno. Gli abbiamo assegnato, di martedì in martedì, degli approfondimenti da fare a casa divisi in piccoli gruppi, in modo tale da stimolare il dialogo e la cooperazione fra loro. La tematica era quella delle immagini di Dio che ispirano e portano felicità nella nostra vita. Quando poi all’incontro i ragazzi hanno condiviso quanto meditato assieme sulle immagini, è stato un gran bel momento, così come la condivisione del versetto del Vangelo che più li aveva colpiti, fatta ogni domenica sera. Nelle prossime settimane parleremo del Credo, argomento fondamentale di quest’ultimo anno, sul quale si fonderà la loro professione di fede. Il tutto sperando di poterci riabbracciare il più presto possibile.

Cresime

L’epidemia del coronavirus ha portato un po’ di disorientamento nelle abitudini dei gruppi di preparazione alla Cresima della parrocchia ma non ci siamo persi d’animo. A dire la verità all’inizio un po’ sì ma poi, piano piano, abbiamo ritrovato il coraggio, non di uscire, che è vietato e sconsigliato, ma di ricollegarci come catechisti ai ragazzi che ad ottobre, si spera, arriveranno ad un appuntamento centrale per la loro vita di cristiani: la Cresima!
A marzo abbiamo cominciato a sperimentare con smartphone, app, computer e programmi ed alla fine siamo riusciti ad organizzare i nostri incontri online. Così, come prima ci vedevamo una volta a settimana nelle aule della parrocchia, da allora ci vediamo, sempre una volta alla settimana, alla stessa ora, nell’aula virtuale di computer e telefonini.I primi incontri sono stati incerti e sperimentali e parlavamo soprattutto di come vivevamo l’esperienza dell’isolamento. Poi abbiamo iniziato a cogliere il parallelo tra quarantena e Quaresima e abbiamo riflettuto sul senso da dare alle rinunce, forzate o volontarie. Con l’abitudine, dopo aver imparato a padroneggiare gli incontri a distanza, siamo praticamente tornati a svolgere il programma di catechismo stabilito: la Settimana Santa, Passione, Morte e Risurrezione di Cristo, lo Spirito Santo.
Incontrarsi online ha degli evidenti svantaggi ma, a vedere bene, anche dei vantaggi. Vero è che l’esperienza fisica manca ma è anche vero che, spesso, nelle aule si faticava di più a contenere l’esuberanza dei giovanissimi. Nell’aula virtuale tutto è più riflessivo e, ci pare di notare, che quei ragazzi che prima erano più intimiditi dal “gruppo” ora riescono ad emergere meglio. Anche chi dal vivo a volte aveva la tentazione di nascondersi dietro al proprio personaggio quando ci vediamo online si toglie la maschera e riesce a porsi in modo più profondo e autentico.